mercoledì 28 gennaio 2015

L'etichettatura dei prodotti alimentari e l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA)


Dal 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il regolamento Europeo n.1169 emanato il 25 ottobre 2011 dal Parlamento e dal Consiglio Europei per disciplinare le informazioni che devono contenere le etichette dei prodotti alimentari. La finalità di questa disciplina è duplice: da un lato quella di armonizzare la legislazione della materia in tutti i paesi dell'Unione e consentire così la libera circolazione delle merci all'interno del mercato comune, dall'altra dotare i consumatori europei degli strumenti indispensabili ad una consapevole ed accorta scelta alimentare e di riflesso sanitaria se si considera il fondamentale ruolo giocato dall'alimentazione nel comune stile di vita (si pensi ad esempio al problema dell'obesità ed a quello delle allergie). Le informazioni obbligatorie, che le etichette impresse sugli alimenti preconfezionati devono contenere, sono elencate nell'articolo 9 del regolamento, eccole in dettaglio: devono essere esplicitate: la denominazione dell'alimento; l'elenco degli ingredienti; la quantità netta dell'alimento; il termine minimo di conservazione o la data di scadenza; le condizioni particolari di conservzione e/o d'impiego; le istruzioni per l'uso nel caso in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell'alimento; il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dell'operatore del settore alimentare che commercializza il prodotto ed infine il paese di origine o luogo di provenienza, che deve essere indicato per le carni bovine, il latte e quando il consumatore possa essere indotto in errore sulla reale provenienza dell'alimento (come nei casi di italian sounding ndr). La dichiarazione nutrizionale, normata dalla sezione terza del regolamento, dovrà essere introdotta sull'etichetta obbligatoriamente dal 13 dicembre 2016, fino ad allora la sua introduzione avverrà solo su base volontaria. L'articolo 5 del regolamento Europeo prevede la consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare nel caso in cui l'Unione voglia adottare qualunque misura in ambito di etichette alimentari che possa avere un impatto sulla salute pubblica. L'Autorità è un'agenzia dell'Unione Europea con sede a Parma in via Carlo Magno 1A e svolge valutazioni scientifiche su tutti i rischi associati alla catena alimentare per guidare le politiche delle istituzioni decisionali europee e garantire la sicurezza alimentare dei consumatori. Dai un'occhiata al sito, molto interessante ;) EFSA (European Food SafetyAuthority): la scienza a tutela dei consumatori.

mercoledì 21 gennaio 2015

Il rischio dei Buoni Fruttiferi Postali


I buoni fruttiferi postali sono strumenti finanziari emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (la società per azioni a controllo pubblico: l'80% del capitale è in mano al Ministero dell'Economia e delle Finanze), che insieme ai libretti postali costituiscono il cosiddetto risparmio postale, e sono collocati attraverso i 14 mila Uffici postali diffusi su tutto il territorio Nazionale. I buoni fruttiferi vennero istituiti il 26 dicembre 1924 con il Regio Decreto Legge n.2106 e furono emessi dal I marzo 1926 nei tagli da 100, 500 e 1000 lire. Il saggio d'interesse corrisposto sui Buoni Fruttiferi Postali ha subito nel corso degli anni numerose variazioni collegate ai diversi indirizzi di politica economica seguiti dai Governi, e le diverse emissioni sono contraddistinte da lettere diverse. Tra le varie tipologie attualmente sottoscrivibili focalizzeremo l'attenzione su quelli Ordinari, che sono recentemente balzati all'onore delle cronache per la decurtazione degli interessi maturati e liquidati. Questo tipo di buoni ha iniziato il suo corso nel 1927 e fino al 27 dicembre 2000 erano titoli senza cedola con tassi di interesse crescente a capitalizzazione composta annuale fino al 20 esimo anno e poi semplice per i successivi 10 anni. Dal 28 dicembre 2000 con l'emissione della serie A1 la durata è stata fissata in vent'anni e si trovano ora solo in forma dematerializzata. Il caso è emerso dalla richiesta di liquidazione, avanzata dai risparmiatori detenenti questi titoli sottoscritti alla metà degli anni '80 attualmente in scadenza trentennale (per esempio i buoni della serie O emessi dal I settembre 1981 al 30 giugno 1984, o quelli della serie P emessi dal I luglio 1984 al 30 giugno del 1986) all'Ufficio postale di competenza, che si sono visti liquidare somme inferiori a quelle promesse e stampate sul retro del titolo stesso posseduto ancora in forma cartacea. La deludente sorpresa è l'effetto del Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986 che in occasione dell'emissione della nuova serie Q ha esteso i rendimenti dei nuovi montanti maturati fino al I gennaio 1987 a tutte le serie di buoni emesse in precedenza, equiparando così i rendimenti delle serie precedenti (la O e la P per esempio) a quelli della serie Q. Il tasso nominale annuo lordo è diminuito fino a 4 punti percentuali, per i priodi di detenzione superiori al 15esimo anno, passando dal 16% della serie O al 12 della Q, generando le inattese perdite (vedi tabella). Le decisioni dei collegi dell'Arbitro Bancario Finanziario (l'istituto della Banca d'Italia che risolve stragiudizialmente le controversie bancario-finanziarie) sono contrastanti: a volte accolgono i ricorsi dei risparmiatori altre volte li rigettano. Mentre sul fronte giudiziario sembra molto attiva e determinata l'avvocato Marta Buffoni che ha promosso una serie di cause davanti al Tribunale di Novara ottenendo dal Giudice, in via preliminare, la liquidazione ai risparmiatori che assiste degli interessi promessi sul retro del titolo cartaceo, bisogna però adesso aspettare le sentenze per capire quale sarà l'orientamento della Giurisprudenza dice l'avvocato. Non esitare a contattarci per ulteriori informazioni.

mercoledì 14 gennaio 2015

Diritti dei passeggeri nel trasporto marittimo: il caso GO in Sardinia

L'estate appena trascorsa (quella del 2014 ndr) è stata funestata da un importante evento nell'ambito del trasporto marittimo, che ha coinvolto loro malgrado numerosi turisti consumatori nella loro veste di viaggiatori/passeggeri, essi sono stati sottoposti ad un carico di stress del tutto inaspettato ed imprevisto, proprio in quel periodo dell'anno dedicato alle vacanze ed al relax e sono inoltre rimasti vittime di rilevanti perdite economiche. Il caso GO in Sardinia ha interessato più di 20 mila passeggeri che dalla mattina del 29 agosto si sono trovati senza nave di ritorno nel porto di Olbia. La compagnia di navigazione, nata da un consorzio di imprenditori turistici ed alberghieri dell'isola per contrastare il caro traghetti e favorire lo sbarco dei turisti nella regione, operava nella tratta Olbia – Livorno grazie ad un accordo di noleggio per un traghetto auto-passeggeri fornito dell'armatore Greco Anek. Seguenti inadempienze intercorse tra i due operatori ( i greci lamentavano la mancata corresponsione delle somme pattuite) attualmente oggetto di un arbitrato internazionale trattato a Londra, determinava l'interruzione del servizio e costringeva i malcapitati passeggeri a ri-proteggersi su altri imbarchi, spesso con destinazione diversa da quella del porto Toscano, anticipando anche i costi della tratta già pagata a Go in Sardinia. Il regolamento Europeo 1177/2010 disciplina i diritti dei passeggeri che viaggiano per mare e per vie navigabili interne i cui porti d'imbarco e sbarco siano interni all'Unione Europea e sancisce alcuni doveri per i fornitori del servizio, vediamoli. L'obbligo informativo: nel caso di cancellazione della partenza o di ritardo il vettore che fornisce il servizio deve informare i passeggeri dell'imprevisto entro 30 minuti dall'orario di partenza programmato. L'assistenza ai passeggeri: in caso di cancellazione o di ritardo che si protrae per più di 90 minuti,

mercoledì 7 gennaio 2015

Energia: diminuiscono le tariffe di gas ed elettricità per i clienti del mercato tutelato nel I trimestre 2015


L'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico con le delibere 671/2014/R/eel e 672/2014/R/gas del 29 dicembre 2014 ha aggiornato le condizioni economiche del servizio di vendita dell'energia elettrica e gas naturale per il servizio di maggior tutela. In particolare dal I gennaio 2015 la bolletta elettrica registrerà una flessione del 3% sul trimestre precedente mentre per il gas naturale la riduzione sarà dello 0,3%. Per una famiglia tipo (che registri un consumo di elettricità annuo pari a 2.700 kWh e di gas pari a 1.400 m3) la spesa per l'anno “scorrevole” (l'anno che comprende il trimestre attuale e gli ultimi 3 precedenti: aprile 2014 – marzo 2015) sarà di 513 euro per l'elettricità e di 1.143 euro per il gas con un risparmio stimato (sull'anno scorrevole precedente) di 72 euro. Nel dettaglio, come recita il comunicato stampa pubblicato dall'Autorità, il prezzo di riferimento per l'energia elettrica del cliente tipo sarà di 18,72 centesimi di euro per kilowattora tasse incluse, mentre quello del gas di 81,73 centesimi di euro. Questi i prezzi dell'energia per i clienti serviti dal mercato di maggior tutela, che secondo i dati diffusi dall'Autorità, aggiornati al 2012, sarebbero 23 milioni circa: i clienti domestici nel mercato elettrico: pari al 70% sul totale del segmento, che comprendendo anche gli altri 6 milioni attivi nel mercato libero, ammonterebbero a 29 milioni di totali utenze attive. Mentre per il gas sono disponibili i dati relativi al solo consumo dell'idrocarburo: in Lombardia per esempio nel 2012 i soli clienti domestici hanno consumato circa 4 milioni di m3. Da ciò emerge come la transizione verso la liberalizzazione del mercato energetico, iniziata il I luglio 2007, si trovi ancora in una fase stagnante a causa forse della scarsa informazione e consapevolezza dei consumatori sull'argomento e dell'esiguo risparmio effettivo contabilizzabile sulle offerte proposte dai vari operatori nel mercato libero: mediamente stimabile sui 24 € annui circa per le migliori proposte elettriche. Prenota il tuo appuntamento allo sportello per valutare insieme al nostro esperto la migliore offerta energetica adatta ai Tuoi consumi ed alle tue esigenze, telefona allo 039 8943448. A presto.

mercoledì 31 dicembre 2014

Saldi Invernali 2015: breve guida all'acquisto

In regione Lombardia le vendite straordinarie di fine stagione sono disciplinate dalla Legge regionale n.6 del 2 febbraio 2010 (Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere) più precisamente al titolo III (Regolazione della condotta) e capo II (vendite straordinarie) articoli 113 e seguenti. In particolare l'articolo 115 recita che le vendite di fine stagione sono effettuate dal commerciante al fine di smerciare più facilmente prodotti non alimentari di carattere stagionale o articoli di moda che se non venduti entro un certo tempo siano suscettibili di notevole deprezzamento. Queste vendite di fine stagione possono essere svolte soltanto in due periodi dell'anno della durata massima di 60 giorni ciascuno, periodi che vengono determinati dalla Giunta Regionale sentiti i pareri delle Camere di Commercio, delle Associazioni dei commercianti e di quelle dei consumatori. La prima delibera di Giunta Regionale volta ad individuare i suddetti periodi dopo l'approvazione della legge è stata quella del 17 novembre 2010 (la n.IX/785) in cui si fissava l'inizio dei saldi invernali il giorno 6 gennaio di ogni anno e quelli estivi il primo sabato del mese di luglio. Nella delibera di Giunta del 14 dicembre 2011 (la n. IX/2667) si sostituiva la data d'inizio dei saldi invernali con il primo giorno feriale antecedente l'Epifania ed il primo sabato del mese di luglio per quelli estivi. Quest'anno (2015), secondo la regola i saldi sarebbero dovuti iniziare lunedì 5 gennaio, mentre la Giunta regionale con l'immancabile delibera 2946 del 19 dicembre, ha anticipato a sabato 3 gennaio la possibilità per i commercianti di svolgere le previste vendite straordinarie (saldi) con l'intento di favorire lo shopping prefestivo e proseguiranno fino al 3 marzo 2015.
L'articolo 117 della legge Regionale 6 (Informazione e tutela per i consumatori) impone alcuni obblighi per l'operatore commerciale:

giovedì 4 settembre 2014

E@sy Commerce, il progetto per i consumatori digitali

La nostra associazione, in collaborazione con Assoutenti, Cittadinanzattiva, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, ha realizzato il progetto E@sy Commerce [scopri di più...] per valutare opportunità e rischi dell'acquisto on-line.
Il progetto contempla un'indagine statistica avviata tra i consumatori Lombardi per conoscere la diffusione e la consapevolezza tra gli stessi di questo canale d'acquisto alternativo.
Partecipa alla raccolta dati compilando il questionario on-line (occuperà solo pochi minuti del tuo tempo), potrai farlo entro il 15 settembre prossimo venturo.
Grazie per la collaborazione.